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Lo stile di Ballo (approfondimento di Enzo Conte)

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Un'amica mi scrive:
"Pur non essendo cubana, credo di essere abbastanza disinvolta nel ballo e nella vita. Ballo cubana proprio a causa della mia "spensieratezza". Quando ballo, penso poco al "pericolo del contatto corporeo" e credo di essere una delle donne "fortunate" che apprezzano la salsa per quello che effettivamente essa rappresenta (come dici tu: corteggiamento, amore, emozioni, amicizia, ecc....)
...Ma chi balla portoricana???
Io quando li vedo.... non posso far altro che pensare..... "ma come si divertono?"
Li vedo li tutti tesi, con i volti contratti, che pensano a fare solo il giro corretto.
Non so! E' colpa delle scuole di ballo? E' proprio così che si balla? O è solo il solito vizio di noi italiani di prendere le cose degli altri e renderle "diverse"????
Confesso di non capirci un H dello stile Portorico..... però lo vedo triste ed impersonale.... Forse mi sbaglio?"

Molti continuano a pensare che sia lo stile a fare il ballerino e che ci sono stili migliori o semplicemente più giocosi rispetto ad altri.
Da parte mia, con il tempo, mi sono invece reso conto che esiste una difficoltà emotiva a prescindere dallo stile di ballo che si adotta. Il che vuol dire che se ha una persona ha difficoltà ad esprimere un proprio linguaggio corporeo (e quindi emozionale), avrà questa difficoltà sia se ballerà lo stile cubano che lo stile portoricano (o qualsiasi altro stile).

Un noto scrittore, Fabrizio Galimberti, nel suo libro "L'economia spiegata ad un figlio" rivolgendosi alla figlia così scrive:
"Lidia, ti piacerebbe se qualcuno dicesse: definiamo Lidia? No, la definizione è una camicia di forza, una scusa per la pigrizia intellettuale, una riduzione di cose vive a iscrizione morta... Non c'è da stupirsi se uno dei modi più insipienti di insegnare è quello di far imparare a memoria le definizioni."

In questo ambiente ormai però si vive sempre di più di stereotipi. Uno di questi è che la salsa cubana sia più facile della salsa portoricana e che di conseguenza sia anche più divertente, perché meno tecnica, più spensierata, più libera da schemi.
La mia esperienza mi fa sostenere che la salsa come si balla a Puerto Rico sia "persino più facile" di quella che si balla a Cuba.
Per saper ballare la salsa alla maniera dei portoricani della "calle" devi infatti sapere fare al massimo:
1°la caminada (quello che in inglese chiamano Cross Body Lead)
2°il giro a destra
3°il giro a sinistra
4°La vuelta interna (che in inglese chiamano peek a boo)

STOP!!!!

Se sai fare solo queste quattro cose balli con tutti. E non dovrai nemmeno essere elegante, impostato o costretto ad utilizzare una gestualità particolare (basterebbe andare a Puerto Rico, ad esempio in un locale come Bubu's, per crederci. Lì di elegante infatti non c'è proprio nulla!).
Poi è logico che ci siano alcuni coreografi o alcuni ballerini professionisti che partendo da una base così semplice danno la loro chiave di lettura a questo stile. Una chiave di lettura che appartiene però ad una ristretta elite, non certamente al popolino della calle.

C' è piuttosto da osservare che la salsa nella versione più semplice qui in Italia non piace.
Agli italiani (almeno alla maggior parte di loro) piace di più una salsa dinamica, spettacolare.
Noi, è giusto però ricordarlo, in Italia non balliamo la "salsa de la calle"!
Noi balliamo la "salsa de salon" o "de academia", alcuni persino "la salsa show".
La nostra di conseguenza è una spettacolarizzazione della salsa.

Di fatto però esiste una salsa portoricana semplice e una difficile
Così come esiste una salsa cubana semplice e una difficile

Sta a noi scegliere quale sposare!...

Il problema è che quando entri nel trip del ballo spesso non ti accontenti di ballare semplice, senti il bisogno di ballare difficile, anche perché ti rendi conto che il tuo status sociale molto dipende dal tuo modo di ballare.
E qui che secondo me entra in scena il vero problema: a forza di ballare, a forza di studiare, a forza di crescere si finisce col "prendersi troppo sul serio" e allora il ballo smette di essere un semplice momento di svago e di aggregazione per diventare "un mezzo" in cui affermare se stessi, il proprio potere o semplicemente per prendersi una piccola rivincita nei confronti della vita di tutti i giorni.

Insomma il ballo spesso ci fa sentire importanti, ci fa sentire bravi, forti ed alimenta di conseguenza il nostro narcisismo.
C'è una bella canzone di un grande artista brasiliano, Caetano Veloso, che recita:
"Narciso acha feio tudo que nao è espelho"
Ovvero che “Narciso trova brutto tutto ciò che non è specchio”.
E allora ecco che scatta quel fenomeno perverso in cui molti ballerini cominciano a concentrasi talmente su se stessi che finiscono con l'assumere quel tono altezzoso da primi della classe che inevitabilmente invece di attirare elogi ed ammirazione finisce con l’attirare antipatie e risentimento.
E' una trappola in cui è facilissimo cadere e nella quale molti di noi siamo finiti col cadere prima o poi.

Ma poi succede che con il tempo ci si risveglia da quello stato di onnipotenza... perché ci si rende conto che emergere in questo ambiente non è poi così facile come sembra e che c'è sempre qualcuno più bravo o più sveglio di te pronto a superarti.
Cosi si ritorna alla normalità, si ritorna ad essere più umili. Almeno nei casi più fortunati. Perché molti, purtroppo, quando vedono le loro aspettative deluse abbandonano il campo precocemente, in quanto la salsa si rivela per loro solamente una fucina di frustrazioni.

In definitiva, per rispondere alla tua domanda, non credo che sia una questione di stile di ballo ma di indole personale. Coloro che cercano nel ballo una maniera per emergere si butteranno su qualsiasi cosa che gli darà questa possibilità: sia essa casino con rumba, salsa portoricana, New York Style. Los Angeles o un nuovo stile che nascerà domani.
Ed è possibile che in questa "rincorsa alla perfezione" perderanno il sorriso, la gioia, la spontaneità.
Chi cerca nel ballo solo un momento di svago e di aggregazione continuerà però a farlo (magari sorridendo) senza preoccuparsi troppo delle sue performance coreutiche.

Se il nostro obbiettivo fosse solo quello di condividere la nostra passione per la salsa attraverso il ballo, l'impresa non sarebbe difficile: basterebbe seguire sempre la via della semplicità.
In realtà il ballo nasconde motivazioni molto più complesse, che in alcuni casi hanno a che fare anche col nostro "inconscio bisogno" di essere accettati e magari apprezzati dall'ambiente che ci circonda...

un abbraccio
Enzo
www.enzoconte.it

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