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CENNI SULLE ORIGINI DELLE DANZE CARAIBICHE

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LE ORIGINI ISPANICHE
Dopo la scoperta del Nuovo Mondo, il processo di colonizzazione di Cuba da parte degli spagnoli produce variazioni drastiche e definitive nella composizione etnica del paese. In un lasso di tempo inferiore ai cinquant'anni scompare praticamente quasi tutta la popolazione autoctona della''isola e ha inizio, così, il processo di colonizzazione da parte fondamentalmente di gruppi provenienti dalle diverse regioni dello Spagna: nei primi due secoli furono soprattutto andalusi, castigliani, navarri baschi e abitanti delle Canarie, mentre nei secoli XVIII e XIX arrivarono nell'isola asturiani, catalani e galiziani. È importante inoltre ricordare il carattere multietnico del popolo spagnolo reduce dalle dominazioni romana, visigota e soprattutto araba che si susseguirono dal 218 a.C. al 1479, anno in cui il matrimonio tra la regina Isabella di Castiglia con Fernando d'Aragona segna l'inizio della riunificazione politica del paese e il consolidamento dell'unità nazionale.



A Cuba, che rimase colonia spagnola per quattrocento anni fino alla guerra d'indipendenza (1868-1898), come abbiamo già detto, arrivarono spagnoli di varie regioni e di varie classi sociali che popolarono il paese diffondendo elementi politici, religiosi, linguistici e canoni estetici tipici della cultura spagnola. Anche se la maggiore immigrazione proveniva dalla penisola iberica,
molta importanza ebbe l'immigrazione della popolazione proveniente dalle Isole Canarie, caratterizzata dal fatto di essere composta da nuclei familiari, che trapiantarono nelle comunità rurali cubane i loro costumi e sistema di vita.
La religione cattolica, introdotta dagli spagnoli, porta con se anche la musica vincolata al culto: fatto questo che contribuirà alla formazione accademica dei musicisti a Cuba, che sarà però svincolata dal contesto religioso.
La cultura musicale popolare ispanica portò nell'isola strumenti a corda pizzicata e forme letterarie come la decina e la quartina, che sarà molto importante poi nello sviluppo della musica cubana la cui esistenza ebbe inizio alla fine del 1700.
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LE ORIGINI AFRICANE
Le origini africane
La scomparsa delle popolazioni indie nei primi decenni della conquista e della colonizzazione portò gli spagnoli ad inserire nell'isola come nuova forza lavoro gli schiavi africani. All'interno dei gruppi etnici africani che popolarono il territorio cubano, le etnie Yoruba e quella dell'area linguistica denominata Bantù ebbero la maggiore diffusione.
La religione e le credenze portate da queste popolazioni africane arricchirono il bagaglio artistico di tutta la regione. Ancora adesso troviamo con frequenza forme di canti, ritmi, balli e persino l'utilizzazione degli stessi strumenti musicali, nella stessa forma di quando arrivarono dal continente africano centinaia di anni fa.
La musica di origine Yoruba, in linea generale, si trova maggiormente conservata nella regione occidentale di Cuba, fondamentalmente nelle città dell'Avana e Matanzas. Uno dei fattori fondamentali di questa conservazione è dovuto alla possibilità di perpetrare le tradizioni originarie durante la schiavitù, concessa dai dominatori spagnoli. Tale processo fece sì che schiavi e neri liberati, appartenenti ad una stessa nazione o etnia, potessero raggrupparsi in confraternite che avevano la forma di società di soccorso: los cabildos.
In alcune città cubane queste confraternite ebbero la possibilità di realizzare preghiere collettive, feste religiose ed altre attività che permisero d'incorporare la musica portata dalla terra di origine. Un esempio significativo è il festeggiamento dell'Epifania di Cristo, celebrato il 6 gennaio con sfilate e processioni. In questo giorno i membri de los Cabildos uscivano per strada travestendosi con maschere, per ballare e suonare, sfilando con stendardi e bandiere. Le immagini delle loro divinità africane venivano mascherate sotto le sembianze dei santi cristiani.

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