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Breve Storia delle Danze Caraibiche: I - Le Origini

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Primi abitanti di Cuba furono gli indios aborigeni, sterminati velocemente dopo l'arrivo di Cristoforo Colombo nell'anno 1499. Nel 1595 gli Spagnoli portarono a Cuba i prima schiavi africani, con loro abitudini e le tradizioni di quel continente. Nel XVII secolo si fusero quindi due culture completamente differenti: gli spagnoli portarono a Cuba il ballo ”zapateo” che si mescolò, influenzandolo, con il repertorio cubano di danze “canmpesinas” (delle campagne). Esempi di ballo campesino sono: lo “zapateo cubano'', il “gavilon”, il “tumbantonio”; la “caringa” e il “papalote”. Queste danze venivano accompagnate da uno strumento musicale a corde, simile alla chitarra, divenuto tipio di Cuba: il “tres”.
Le radici africane hanno avuto un ruolo predominante nella tradizione cubana e caraibica in generale.



I balli cubani erano strettamente legati alla sfera religiosa: essi nascevano dagli atti dei lavori quotidiani e la stessa quotidianità portava all'adorazione degli dei, proprio attraverso la danza. Si invocavano gli dei con movimenti molto decisi e forti e riti religiosi che portassero sempre il bene.
Ad esempio, il dio del cielo e della terra era invocato affinché portasse la pioggia per avere una buona fertilizzazione; durante la celebrazione dei matrimoni, si invocava la dea dell'amore, in modo che questa portasse tranquillità nella famiglia e figli sani e forti. Tutto quello che si faceva durante la giornata aveva un significato religioso. I fedeli ballavano simulando le onde del mare e vestendosi di azzurro quando onoravano ”Yemayà'”, la dea patrona del mare, il cui colore era proprio l'azzurro. Changò, re dei lampi e dei tuoni e della sensualità, aveva invece come colori il bianco e il rosso, e, rappresentandolo nel ballo, tutti i movimenti delle braccia partivano dal cielo come se volessero prendere i lampi, e si concentravano nella zona pelvica, perché fosse data maggiore energia alla propria virilità. Ancor oggi a Cuba, genti di tutti le razze adorano e praticano il culto di questi dei.
Tra il XVIII e il XIX secolo arriva a Cuba la borghesia statunitense| ed europea e con questa i casinò e le grandi sale da ballo. Il ballo della borghesia, in quegli anni, era la “danza” e la “Contraddanza” che venivano ballate nei locali riservati esclusivamente al ceto borghese e non al popolo cubano, il quale, sentendosi rifiutato, creò delle piccole sale da ballo. Questa esclusione sfociò nella creazione del “danzon”, nato proprio per sbeffeggiare e criticare la borghesia nel suo modo rigido di ballare. Il danzon era un ballo lento e si ballava in un solo quadrante o mosaico; aveva un solo passo base. La sua musica aveva una caratteristica molto importante chiamata “introduzione” che consisteva nella ripetizione dell'inizio della musica ogni 32 battute circa. In questo tempo la coppia passeggiava a braccetto per tutto lo spazio salutando le altre coppie in un modo ossequioso. La ripresa del ballo veniva comunicata attraverso uno strumento a percussione chiamato “pailas”, il quale interrompeva la prevalenza strumentale data da violini e flauti.
Ma ad un certo punto, sia la musica che il ballo subirono un'evoluzione ed alla rigidità della musica e dei movimenti si sostituì una maggiore morbidezza ed una maggiore velocità musicale: nacque così il “danzonete”. Il danzonete ha le seguenti caratteristiche: una leggera flessione delle gambe per facilitare il movimento corporeo; lo stile tipico del danzon, che viene mantenuto nonostante l'accelerazione della musica; la rotazione verso destra della dama attorno al cavaliere; una particolare rotazione nata in seguito al danzonete è il “tornillo”, che significa chiocciola'. Questo movimento consiste nel girare insieme usando come perno uno dei piedi, il quale lascia un segno sul terreno somigliante ad una chiocciola. E' importante notare come in tutti i balli cubani ci sia una costante comunicazione reciproca; nella coppia, dove ognuno cerca di conquistare l'altra, si creano dolcezza e sensualità che, esternate, si fondono con il ritmo musicale.
Il 1950 fu chiamato “año de la explosion” per i cambiamenti sia in campo politico che culturale: questo fu l'anno del trionfo della rivoluzione castrista.
La sfera intellettuale cubana sentiva l'esigenza di esprimere nuove idee. All'interno di questo cambiamento, anche la tradizione del danzonete subì un cambiamento profondo: da qui, la nascita della “guaracha”. Questo nuovo tipo di musica, grazie alla sua varietà di ritmi, fu utilizzato sia come veicolo di protesta contro la precedente dittatura di Batista, sia per festeggiare la Pasqua ed il Natale. Dalla guaracha nacquero nuovi ritmi e balli.

IL SON
Il son nasce dalla guaracha e subisce forti influenze dal danzonete, di cui però abbandona le interruzioni tipiche della “introducion”. Si crea così un ritmo continuo seguendo il quale le coppie ballano percorrendo tutto lo spazio del salone. La musica è più veloce di quella del danzonete. Nel son, inoltre vengono introdotte le “claves”.
I movimenti corporei sono sempre più accentuati, le gambe sempre più piegate e la sensualità sempre più evidente. In alcune figure la dama gira verso destra ed il cavaliere alla sua sinistra senza effettuare il cambio di braccio; ed ancora, la dama gira attorno al cavaliere passando la mano attorno alla sua cintura ed il cavaliere, alzando la mano, gira rimanendo nel posto in cui si trova.

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